martedì 17 giugno 2008

1.200 scienziati contro l’atomo

1.200 scienziati contro l’atomo

LiberoMercato del 17 giugno 2008, pag. 3

«No al rilancio del nucleare». A chiederlo sono oltre 1.200 docenti universitari e ricercatori che hanno sottoscritto un appello sulle scelte energetiche per il futuro dell’Italia. Appello contenuto in una lettera aperta al premier, Silvio Berlusconi, alla vigilia della discussione del governo sulle centrali nucleari. A guidare il gruppo di scienziati è il chimico Vincenzo Balzani, uno dei ricercatori italiani più accreditati presso la comunità scientifica internazionale. «Il sole è la più grande risorsa energetica del pianeta - scrivono - e il nucleare è un pericoloso fardello sulle spalle delle prossime generazioni». Secondo gli scienziati per prendere decisioni «è necessaria una forte collaborazione fra scienza e politica. Saremo lieti di mettere a disposizione le nostre competenze». L’iniziativa è partita dal sito Internet www:energiaperilfuturo.it, dove chiunque può esprimere il proprio sostegno. Finora, l’appello a Berlusconi ha raccolto 4.095 firme di cittadini di ogni parte d’Italia e 1.288 firme di docenti e ricercatori di Università, enti ed istituii di ricerca del Paese. «Uno dei problemi più delicati e difficili che l’Italia ha oggi di fronte - scrivono gli scienziati - è quello dell’energia. Le decisioni che verranno prese a questo riguardo condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti». Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca e - proseguono i ricercatori nella lettera aperta a Berlusconi - in virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, abbiamo sentito il dovere di esprimere la nostra opinione sul problema energetico». Nell’appello si sottolinea l’urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, si insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell’energia e si esorta il governo a sviluppare l’uso delle energie rinnovabili e in particolare dell’energia solare.

«A nostro parere - precisano ancora i ricercatori - l’opzione nucleare non può essere consideratala soluzione del problema energetico per molti motivi: la necessità di enormi finanziamenti pubblici, l’insicurezza intrinseca della filiera, la difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, la stretta connessione tra nucleare civile e militare, il possibile bersaglio per attacchi terroristici, l’aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, la scarsità di combustibili nucleari».

Gli scienziati ribadiscono che la più grande risorsa energetica del pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10mila volte quella che l’umanità intera consuma. «Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano - concludono - che è la qualità distintiva dei veri statisti. E’ un guardare lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale e occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni».

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